17 Aprile 2016: io voto sì, e so perché

17 Aprile 2016Resuscito il blog con questo post perché avevo definito le mie caratteristiche distintive politica, logica e matematica. All’approssimarsi del Referendum del 17 aprile 2016 bisogna usare la ragione prima del cuore, e dimenticare la pancia.

Il 17 aprile 2016 si terrà il referendum abrogativo di cui si può consultare il testo sulla gazzetta ufficiale. Su Facebook leggo di tutto, da sostenitori del sì che parlano di mari liberi dalle trivelle, a sostenitori del no che parlano di ritorno all’età della pietra.

La pancia in politica ha sicuramente la sua parte ma quando si parla di bene comune preferisco usare la testa.

Il testo completo che troveremo sulle schede referendarie il 17 aprile è questo:

«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

Semplificando:

volete eliminare, dall’articolo in questione, la frase che va dalle parole “per la durata” fino a “salvaguardia ambientale”?

Di quale articolo si parla? Lo si trova sempre in gazzetta ufficiale (per trovare il testo dovete poi cliccare su “1 (commi 201-300)” sulla sinistra e cercare il comma 239) e il periodo a cui il lungo testo referendario si riferisce è:

«I titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.»

Che, se dovesse vincere il Sì, quorum permettendo, diventerebbe semplicemente:

I titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi.

Cosa significa?

Che la legge attualmente in vigore permette a chi ha già i titoli per farlo, di continuare a trivellare fino ad esaurimento del giacimento, rispettando standard di sicurezza e salvaguardia ambientale.

La seconda parte non mi pare male, e mi chiedo perché il quesito non chieda di sopprimere solo fino a “giacimento”. Se qualcuno che leggerà questo mio post potrà togliermi il dubbio, gliene sarà grato. Ma non si capisce perché si debba modificare per legge una durata di un contratto già in essere.

Comunque sia se dovesse vincere il Sì, i mari non saranno liberati dalle trivelle né si tornerà all’età della pietra.

Per quanto mi riguarda il 17 aprile io voterò Sì, perché se oggi qualcuno ha un contratto di sfruttamento del sottosuolo per un tempo determinato, è giusto che quel contratto sia rispettato e non modificato per legge. Ovviamente è una delle tante marchette che questo governo ha fatto nella legge di stabilità, e mi piacerebbe sapere a chi.

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  • Dario Fè

    Boh! Mi pare che le cose cambino poco.
    Hai idea di quanti titoli abitativi siano già stati rilasciati nell’area interessata dalla legge? Che durata hanno?

  • No Dario, ho fatto un’analisi, ma non ho idea di dove trovare i dati.