Autoritari

autoritariAutoritari perché la legge è stata creata fuori dal parlamento, stravolta al senato grazie al maxi emendamento Esposito limitando a cangurate l’azione dell’opposizione, ed infine come a preparare il terreno ad un nuovo ventennio, al pari della legge Acerbo del 1923, il governo chiede la fiducia.

Autoritari perché considerano l’articolo 72 della Costituzione (“La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e …” ) un’ostacolo alla corsa verso l’obiettivo.

Autoritari perché non c’era nessuna fretta che giustificasse tale forzatura della democrazia. Si dovrebbe votare nel 2018 e l’Italicum sarà comunque in vigore solo dopo il primo luglio 2016. C’era tutto il tempo necessario per discutere un centinaio di emendamenti, che certo non renderebbero la legge meno indigeribile di quello che è, ma forse un po’ meno tossica. E soprattutto, la maggioranza potrebbe democraticamente non accettarne nessuno, ma dopo averne discusso!

Autoritari imponendoci la regola dei capilista bloccati, assicurati di entrare in parlamento anche dovessero ottenere il 5% dei voti nel loro collegio. Altro che elezione, cambiamole nome: nomine politiche 2016! E non mi venissero a dire che è come l’uninominale alla francese o alla britannica. Lì, uno solo per collegio ha il seggio, nessuno è sicuro di entrare in parlamento.

Autoritari perché fanno finta di non rendersi conto che le criticità che hanno portato il Porcellum ad essere bocciato dalla corte costituzionale sono tutt’ora presenti. La limitata rappresentanza, con elettori che esprimeranno preferenze che faranno eleggere deputati in altri collegi d’Italia.  Il premio di maggioranza, che potrebbe raddoppiare la quantità dei seggi proporzionalmente guadagnati, distribuendo seggi indipendentemente dai voti dei singoli candidati.

Autoritari perché non vogliono accettare che il parlamento sia il luogo dove le leggi si discutono, si migliorano, si emendano e infine si approvano. Preferiscono sostituire 10 membri di commissione piuttosto che ascoltare.

Io sarò sempre per il dialogo, quello dove si ascoltano e si provano a capire le posizioni di tutti. L’autoritarismo non fa per me!

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