La buona idea riformatrice di Renzi è invotabile

Buona idea riformatrice invotabileAnche un profondo cambiamento dei miei ritmi di vita, motivo per cui mi sono assentato anche troppo a lungo da questo spazio, non mi hanno fatto cambiare idea. Sono sempre più convinto che Renzi non ne stia azzeccando una. Eppure ha avuto una buona idea. Ne concludo quindi che la buona idea riformatrice di Renzi è invotabile.

Semplicemente va contro i miei principi, contro la visione che ho della democrazia moderna, del ruolo che i cittadini devono avere nelle istituzioni. A meno di una rivoluzione si dovrà andare per passi. Costituzione e legge elettorale vanno riformate. Ma non si confonda la necessità con il miglioramento automatico. Non è perché si devono riformare che qualunque riforma migliorerà il sistema e risolverà i problemi che si dichiara di voler risolvere.

Il dubbio, infatti, è tutto là. Quali problemi mirano a superare proponendo tali riforme? A sentire il Presidente del Consiglio, vogliono snellire le procedure parlamentari, vogliono assicurare un vincitore la sera delle elezioni, vogliono stabilità. Forse queste riforme riusciranno nell’intento, però porteranno con loro anche l’elezione dei Senatori da parte della classe dirigente più corrotta del paese, ed il governo di un partito che potrebbe avere dalla sua anche solo il 10% degli elettori, ma la maggioranza assoluta e schiacciante dell’unica Camera, o della Camera unica. Il che non assicurerebbe la stabilità, conoscendo la litigiosità all’interno stesso dei nostri partiti maggiori. Per non dimenticare che quando vogliono, manovre, lodi, riforme crea-esodati, le approvano in qualche giorno.

Negli obiettivi ovviamente non c’è traccia di avvicinamento tra Politica e cittadino, rappresentatività, scelta dei candidati, limitazione dei mandati. Infatti, le soluzioni scelte, oltre a risolvere ipoteticamente i problemi trattati, permettono di accentrare il potere nelle mani di pochi, escludere tutte le forze minori dalle istituzioni, fare della Politica un redditizio lavoro a vita.

In una cosa però Renzi ha avuto più occhio di me. Ha capito che per risolvere i problemi, tutti, compresi quelli non dichiarati, doveva modificare, non solo la legge elettorale, ma anche la Costituzione. Io avevo proposto il Cittadinum, ma che fatica trovare una formula che soddisfacesse tanti requisiti riducendo gli effetti indesiderati.
Modificando la Costituzione tutto risulta più semplice. Perché scomodarsi a fare una legge elettorale complessa quando si può aggirare l’ostacolo? Da Costituzione l’elezione del Senato deve essere a base regionale. Non è proprio la stessa cosa della Camera dove si tratta di base nazionale e quindi basta un premio di maggioranza, e come per magia, o meglio per definizione, la maggioranza è fatta. Come fare al Senato? Semplice, abolendo l’elezione del Senato!

Problema risolto. Una classe dirigente efficace, che assomiglia più ad un’aristocrazia parlamentare che non ad una democrazia moderna.

Forse la soluzione c’è, ed è seguire la strada di Renzi: modificare in modo semplice la legge elettorale, adattando la Costituzione allo scopo di ottenere tutti i risultati cercati. In modo da essere sempre più ConCittadini.

E qualche idea comincio ad averla.

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