Fascistella superbia, il dubbio dissipato

bulloChe coincidenza!

Proprio oggi ho letto sul sito internet dell’Huffington Post un articolo del direttore Lucia Annunziata che mi ha riportato alla mente una discussione di qualche giorno fa con un amico francese.

Questo amico mi interrogava sul fascismo. Era curioso di conoscere la visione di un italiano su quel periodo. Non che io sia un esperto, qualcosa so, qualcosa ho letto, qualcosa ho studiato, diciamo che mi son fatto la mia idea.

Ad un certo punto questo amico mi chiede: “c’è stato del buono nel fascismo?”. Sul momento, l’unica risposta che mi viene in mente è: “Quel volere che ci considerassero i migliori. Investire per migliorare il Paese.”

Un secondo dopo mi chiedo il perché considerassi questo un valore. In fin dei conti è solo superbia! Ho forse trovato un obiettivo del fascismo che condivido?

La discussione devia poco dopo sugli errori e gli orrori del ventennio, e perdo di vista il mio dubbio.

L’Annunziata inizia il suo articolo con queste parole:

In ognuno di noi esiste un fascistello. È quello che ci fa godere se siamo più belli e più forti di chi ci sta davanti. È sempre lui quello che ci induce a sfoggiare i muscoli, a esercitarci contro quelli più deboli di noi – i vecchi, gli stupidi, i brutti, i poveri, i neri, le donne, i gay… la lista è infinita.

Ma il fascista più fascista di tutti è a mio parere quella pulsione interiore che ci fa infierire sui nemici vinti.

Leggendo ho capito, mi sono capito. Non condivido nessun obiettivo con il fascismo.

Il fine giustifica i mezzi, ma i mezzi non giustificano il fine.

Migliorare, sviluppare, innovare, investire, sono solo un mezzo, non un fine.

Il fine è vantarsi, se si è fascistelli. Il fine è condividere il benessere creato, se si è ConCittadini.

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