I tre peccati originali del Mattarellum

tre peccatiEssere un maggioritario uninominale secco, la cui correzione proporzionale prevede liste bloccate, e l’aggirabile meccanismo dello scorporo. Questi sono i tre peccati originali del Mattarellum.

Oggi il secretario ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha proposto e promosso questa legge ad essere il candidato a sostituire l’Italicum alla Camera e a colmare il vuoto legislativo che Renzi stesso ha creato al Senato.

Come funziona il Mattarellum?

Il 75% degli eletti (475 alla Camera e 232 al Senato) provengono da collegi maggioritari uninominali, il restante 25% risponde ad una logica propozionale, con liste bloccate alla Camera e ripescaggio al Senato.
Fu utilizzato nel 1994, nel 1996 e nel 2001.

Maggioritario uninominale secco

Questo è a mio avviso il peccato principale, perché il Mattarellum prevede che il seggio uninominale sia assegnato al candidato che ottiene più voti in un unico turno.
Si tratta di un sistema elettorale che non trova obiezioni in un panorama bipolare, dove il candidato eletto rappresenterà la maggioranza assoluta dei suoi elettori.
Non era il caso dell’Italia prima di mani pulite, con un centro governativo (pentapartito) e le due ali estreme all’opposizione.
Fu la legge Mattarella a trasformare il panorama politico italiano. Infatti, cumulando i voti dei due schieramenti principali nelle tre elezioni in cui si usò il Mattarellum, si vede come il paese accettò il bipolarismo imposto dalla legge, concentrando nelle due coalizioni principali  il 75% dei voti nel 1994 e l’85% dei voti nel 1996 e nel 2001.
A quei tempi c’erano le condizioni per la bipolarizzazione, basata sulle ideologie ottocentesche di destra e sinistra, e la legge la favorì.
Non vedo come il tripolarismo odierno possa piegarsi a questa legge elettorale e bipolarizzarsi.
Anzi, a seconda della legge elettorale potranno esistere 3 o 4 poli (a seconda se sarà utile o no un partito centrista della nazione). Comunque sia il bipolarismo è finito.
In questo contesto, la conseguenza di un maggioritario secco sarebbe che in molti collegi l’eletto potrà contare sul 35-40% dei voti a favore, e il 60-65% del suo elettorato che avrà votato per qualcun altro.
Questo effetto lo riscontriamo già oggi con l’elezione dei presidenti di regione, che sono eletti a turno unico.
Il Presidente Zingaretti nel Lazio non è stato votato dal 59,35% del suo elettorato. Ha votato per un candidato che non era il Presidente eletto Toti ben il 65,56% dell’elettorato ligure.

Le liste bloccate

Tanto rumore si è fatto attorno ai capilista bloccati dell’Italicum, attribuendo alla preferenza che si poteva esprimere per i restanti candidati della lista il ruolo di democraticità tanto richiesta dal popolo italiano.
Con il Mattarellum ci si rimangerebbe tutto, e si tornerebbe a dare completamente in mano alle segreterie la parola su chi assicurarsi di fare entrare in Parlamento, piazzandolo in posizione utile nelle liste proporzionali.

Lo scorporo

Al fine di non sfavorire le forze politiche minori nella distribuzione dei seggi della quota proporzionale, il Mattarellum prevedeva di ridurre i voti dei partiti che già avevano ottenuto un seggio grazie alla quota maggioritaria.
Fatta la regola, trovato l’inganno.
I candidati al collegio uninominale venivano associati a liste civetta, in modo che, se fossero stati eletti, i loro voti non avrebbero intaccato il bottino elettorale dei partiti principali riducendo i seggi attribuiti nella quota proporzionale.
Questo difetto fu chiaro dal primo voto del 1994, ma i partiti non si misero mai d’accordo per risolvere il problema.

Mattarellum 2017

Se Mattarellum deve essere che Mattarellum sia.
Ma in una aggiornata versione 2017 che corregga i tre peccati della legge elettorale ideata dal nostro Presidente della Repubblica.
In particolare vorrei il Parlamento approvasse le seguenti modifiche:
1) introdurre un secondo turno di ballottaggio (alla francese) o, idealmente, introdurre un voto alternativo (come in alcune elezioni australiane, irlandesi o canadesi) che permetta agli elettori di esprimere più voti in un solo turno, affinché sia eletto il candidato condiviso dalla maggioranza e non il preferito di una minoranza.
2) se una quota proporzionale deve esserci, che ci siano le preferenze, per evitare che le liste siano il terreno di gioco delle segreterie
3) che lo scorporo sia rivisto per scoraggiare le liste civetta, considerando in coalizione anche le liste della quota proporzionale

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