Il disdicevole Italicum degli onorevoli

italicumUn proporzionale ma anche maggioritario. Un turno unico con premio di maggioranza ma anche un doppio turno. Ogni futura elezione con l’Italicum sarà una sorpresa, ogni volta diverso.

Quando una coalizione più del 50% dei voti avrà, il parlamento proporzionale sarà, se oltre il 35% qualcuno andrà, un bel premio di maggioranza gli si donerà,  ma se anche solo un voto in meno prenderà, un duro scontro per quindici giorni si combatterà.

Ecco la fiaba dell’Italicum, sistema elettorale a metà tra il fiorentino e l’arcorese.

Altro che porcata, questa legge è pura follia. Una legge creata di sana pianta per assecondare i desideri della classe politica al potere. Se foste uno dei due leader dei partiti che possono vincere le elezioni, non puntereste su una legge che, in caso di vittoria, vi dia la possibilità di fare tutto quello che volete del Paese? Se si è berlusconiani, come Renzi e il Cavaliere, la risposta è ovviamente positiva.

Questo è quello che hanno fatto. Una legge dove il parlamento sarà sotto il controllo del leader del partito di maggioranza. Non della coalizione e dei suoi tanti leader, non di tutto un partito, solo del leader di un solo partito.

Ma attenzione all’ostacolo: i partiti che sostengono la maggioranza di governo. Quelli che oggi potrebbero rendere vane le speranze di adottare questa legge facendo finire anticipatamente la legislatura. Qualche regalino quindi è necessario.

La proposta di legge prevede uno scrutinio proporzionale in circoscrizioni da 4 o 5 eletti, il che significa che ci vuole almeno il 15%  dei voti nelle circoscrizioni per avere eletti nella parte proporzionale. Nella situazione attuale italiana, la stragrande maggioranza degli eletti saranno allora per le due coalizioni principali, il centrodestra capitanato da Forza Italia e il centrosinistra del Partito Democratico, e per il MoVimento 5 Stelle fuori dalle coalizioni.

Alla prima lista o coalizione andrà un premio di maggioranza che lo porterà oltre il 51% dei seggi. A questo aggiungiamo che le liste sono bloccate e decise a livello delle segreterie di partito, e già questo sistema avrebbe garantito a FI e PD di ottenere quello che volevano.

Purtroppo per loro questa legge penalizza talmente i piccoli partiti, dal cui ricatto Renzi stesso afferma volersi liberare, che piuttosto che vederla approvata avrebbero fatto cadere il governo in carica. Partiti con questo potere sono il Nuovo Centro Destra e quel che rimane di Scelta Civica.

Per spartirsi il premio di maggioranza è previsto uno sbarramento del 12% per le coalizioni e dell’8% per le liste, che scende al 5% se sono coalizzate. NCD e SC non hanno alcuna possibilità presentandosi fuori coalizione o anche coalizzandosi tra di loro. Rimane come scelta quella dell’entrare a far parte delle coalizioni maggiori, cedendo ai loro leader parte del potere, grazie alle liste bloccate. Non dubito che i micro partiti invece saranno assorbiti dai grandi per riservare qualche seggio ai vari Vendola, Meloni, La Russa, Tabacci, Nencini, … Ed ecco che più di qualche voce di dissenso dovrebbe essere calmata, e il governo Letta meno in pericolo.

La corte costituzionale ha recentemente affermato che il premio di maggioranza non può però essere sproporzionato. Con l’Italicum hanno quindi fissato al 35% il consenso minimo che apre il diritto al premio. Visti i precedenti, non dovrebbe essere un problema raggiungere tale quota, ma visti i tempi, che fare se il 35% non è raggiunto e quindi il premio di maggioranza non assegnato? Accontentarsi della parte proporzionale?

A questo punto Renzi ha dovuto fare i conti con i mille volti del PD. I bersaniani, i dalemiani, i veltroniani, e tutti gli altri ani democratici non potevano accettare una legge che avrebbe costretto di nuovo alle larghe intese con Berlusconi, e quindi hanno rispolverato il loro vecchio cavallo di battaglia, il doppio turno. Le prime due liste o coalizioni si affronteranno in un secondo turno a livello nazionale, simboli contro simboli. Il vincente avrà il 53% della Camera. Peccato che nulla ha a che vedere con il doppio turno alla francese dove si votano persone, candidati unici al seggio uninominale. Mentre l’Italicum parla di doppio turno su listino bloccato. Un’aberrazione.

Riassumendo. Berlusconi ha ottenuto il maggioritario a turno unico, nascosto dietro un proporzionale con alti sbarramenti naturali dovuti alla taglia delle circoscrizioni; Berlusconi ha ottenuto anche le liste bloccate che gli permettono di gestire le posizioni in lista dei candidati; NCD e SC hanno ottenuto la possibilità di sopravvivere grazie alle coalizioni con sbarramenti accessibili; gli esponenti più tradizionalisti del PD hanno ottenuto uno strano doppio turno nazionale credendo di essere stati accontentati.

Hanno soddisfatto tutti, cercando di non urtare la sensibilità di nessuno, e così facendo, hanno creato un mostro che in fin dei conti, rischia di non funzionare ancora una volta. Per esempio, avendo proposto un premio di coalizione e non di partito, c’è ancora una possibilità che il PD o FI siano partiti di maggioranza relativa e non assoluta, ricadendo per l’ennesima volta sotto il ricatto di SEL o NCD. Solo il M5S, non presentandosi coalizzato, potrebbe beneficiare veramente di questa indipendenza.

Non è così che si fa una legge elettorale. Se si sceglie di creare una legge puzzle fatta di convenienze e di capricci, non si può sperare di arrivare ad elaborare qualcosa di solido. Una legge elettorale deve rispondere a delle semplici necessità, che una volta individuate portano alla scelta del modello e alla definizione dei dettagli, caso mai ispirandosi da quello che già si fa nel mondo, e senza dimenticare che si tratta di eleggere l’organo legislativo e non esecutivo dello Stato.

Posso solo augurarmi che i  nostri parlamentari daranno battaglia per bloccare questo abominio. Altro che porcata, questa è follia pura.

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