Informazione e consultazione

informazione e consultazioneIn un post precedente ho espresso il desiderio di un’azione in due fasi per la scelta della legge elettorale. Informazione e consultazione.

Il motto del MeetUp Europa di cui faccio parte è “chi propone fa” e quindi lo applico e provo a dare il mio contributo.

Dagli studi che ho fatto sulle leggi elettorali, ho notato che per modellizzare una legge elettorale ci sono scelte limitate su un numero limitato di parametri, al netto dei dettagli numerici.

Approssimativamente, una legge elettorale dipende: dalla taglia dell’area elettorale, dalla distribuzione dei seggi,  dal numero di voti che l’elettore può esprimere, dallo spoglio che assegna i seggi.

La prima fase è informare.

La taglia dell’area elettorale può essere tale da far eleggere più rappresentanti (grande per 30-40 eletti, piccola per 5-6 eletti), o uninominale (un solo eletto nel collegio). Più la taglia è grande più è facile eleggere una rappresentanza in proporzione con le scelte degli elettori. Più la taglia è piccola più sarà forte il legame gli eletti, gli elettori ed il territorio.

Per avere un’idea, ogni eletto alla camera dei deputati rappresenterà in media circa 75.000 elettori. In un collegio uninominale, 75.000 elettori (una piccola città, un agglomerato di comuni vicini, …) sceglieranno il loro unico rappresentante. In una circoscrizione con 20 eletti, un 1.500.000 elettori selezioneranno 20 rappresentanti per la camera per la loro circoscrizione di medie grandi dimensioni. Il collegio uninominale permette all’eletto di rappresentare un elettorato ristretto, un territorio omogeneo, ma tutti gli elettori avranno lo stesso rappresentante. Nelle circoscrizioni gli eletti rappresentano un’area maggiore, per esempio a livello provinciale, regionale o superiore.

La distribuzione dei seggi si distingue in proporzionale e maggioritario. Nel primo caso, più una circoscrizione sarà grande più si potranno distribuire i seggi in proporzione dei voti ricevuti, più sarà piccola più bisognerà arrotondare i risultati allontanandosi dalla proporzionalità per dirigersi verso il maggioritario.  Esistono casi in cui anche circoscrizioni medio grandi possono essere assegnate con sistemi maggioritari e quindi tutti i seggi vanno allo stesso partito (come in alcuni stati americani durante le elezioni dei delegati alle presidenziali).

Su di una scheda elettorale l’elettore può esprimere un numero di voti variabili. In Italia attualmente si vota con indicando la prima ed unica scelta. Ma esistono voti in cui si possono indicare più preferenze equivalenti, o dove si possono distribuire o classificare le proprie scelte per permettere l’elezione di rappresentanti condivisi anche in gradi diversi tra gli elettori. Ogni tipo di voto a più varianti.

Ci sono paesi dove gli elettori mettono in ordine dal primo all’ultimo i partiti o i candidati. Altri che selezionano più nomi, anche tra partiti diversi, ed ogni voto è equivalente agli altri. Una preferenza secca è un modo semplice d’esprimere una preferenza, e semplice da contabilizzare. Poter esprimere per esempio la scelta di un candidato alternativo se non dovesse vincere quello scelto per primo, potrebbe garantire una rappresentatività media più ampia rispetto ad una semplice maggioranza relativa tipica del voto a scelta unica.

A seconda di come si combinano questi tre parametri, taglia, distribuzione e voti, si necessiterà di uno spoglio adatto.

Semplificando potremmo considerare queste scelte possibili:

  • taglia: grande, piccola, uninominale
  • distribuzione: proporzionale, maggioritario
  • voti: secco, classifica, voto multiplo equivalente

Un sito dovrebbe spiegare cosa sono questi parametri, i loro pro e i loro contro.

Si passerebbe poi alla fase due: la consultazione.

Non sono esperto del campo, ma immagino un sondaggio guidato.

Il cittadino potrebbe cominciare con scegliere la taglia e successivamente la distribuzione. La guida è nel fatto che se la taglia scelta è uninominale, il proporzionale non sarà proposto perché senza senso. Gradazioni tra maggioritario e proporzionali potranno essere proposte.

A seconda della combinazione tra taglia e distribuzione diversi voti possono essere proposti. Il voto unico si può sempre applicare. La classifica tra  candidati di diversi schieramenti è un’opzione per il collegio uninominale, e la classifica tra liste o tra candidati della lista scelta ha senso in caso di circoscrizione plurinominale. Il voto multiplo equivalente (per più partiti, o per più candidati della lista, a seconda dei casi) è proponibile per le circoscrizioni plurinominali.

Resta il parametro riguardante lo spoglio delle schede. Questo dipenderà dal numero di voti esprimibili dagli elettori. In caso di voto unico maggioritario, il primo arrivato sarà l’eletto, eventualmente su due turni con ballottaggio. In caso di voto equivalente si sommeranno i voti prima di calcolare il vincitore come si calcola con il voto unico. Una classifica aprirebbe la strada a spogli di tipo voto alternativo (turn off, Schulze, …).

In linea di massima questa è l’idea di informazione e consultazione che vorrei venisse applicato per la scelta condivisa della legge elettorale. Per decidere per la prima volta tra conCittadini una direzione su un tema nazionale.

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