#IoDicoNo alla mia amica Paola.

La mia amica Paola è una sostenitrice del Sì per il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.
Mi ha segnalato un lungo ed interessante post a destinazione dei perplessi.
L’intento è chiaramente dar loro delle certezze per votare Sì.

Rispondo alla mia amica Paola rispondendo ad ogni risposta del post, che riassumo in una riga nella lista seguente.

Il Parlamento è legittimo

Concordo che non è un punto sul merito, e concordo che c’è una sentenza che legittima questo Parlamento a legiferare.
Resta vero il fatto che è un Parlamento eletto con una legge incostituzionale.
Se fossero persone di cui fidarsi, avrebbero dovuto occuparsi di gestione ordinaria e di riscrivere la legge elettorale per andare a votare.
Intervenire sulla Costituzione in una situazione di incostituzionalità dei riformatori è un assai grande brutto precedente politico.
Quindi sì, si comincia male! E si finisce peggio, visto che la legge elettorale l’hanno scritta, ma già dicono che non va bene. E io dovrei affidare loro la mia Costituzione?

Non è la riforma Verdini

Il testo racconta la sua versione del processo che ha portato alla Riforma: scritta dal Ministero della Boschi tenendo conto del lavoro dei 35 saggi e i 6 passaggi parlamentari (3 passaggi con modifiche, 3 passaggi per confermare la 3a versione).
Avrei aggiunto la storia del Patto del Nazareno in cui Verdini ha avuto il suo ruolo.
Pare che ben poco è stato ripreso dal lavoro dei saggi, tant’è che più di qualcuno è nei comitati per il No.
Tra le altre cose, sul metodo, va anche ricordato che la Costituzione è materia parlamentare e non governativa. Per cui che a scriverla (sotto dettatura di chi, non è dato saperlo) sia stata un Ministero è alquanto bizarro.

Non è dettata da JP Morgan

Dettatura come metafora di ispirazione o almeno condivisione. Non è un segreto per nessuno che più i poteri sono concentrati più è semplice controllarli. Non significa che succeda, ma che potrebbe succedere.

E’ normale che le banche siano per la stabilità

Soli i minus habens (cito l’autore del post) possono pensare che le banche cercano la semplice stabilità.

Non è peggio dell’attuale Costituzione

Continuiamo, poi ne riparliamo.

Non è perfetta perché si è dovuto mediare e trovare compromessi

Quale compromesso ha portato a triplicare (+200%) la richiesta di firme per le leggi di proposta parlamentare, mentre la popolazione è aumentata solo del 20% dal 1948? Qualcuno voleva fare +1000%?
Quale compromesso ha portato a decidere di votare per il Presidente della Repubblica con la maggioranza semplice dei presenti?
Non è perfetta è vero, ma non è nemmeno sufficientemente buona per apportare benefici che valgano la pena di rimpiazzare l’attuale Costituzione.

La scelta del Senato com’è è per mediazione ed è una buona cosa che resti un po’ di bicameralismo come controllo

Concordo che l’abolizione del Senato non è detto fosse la migliore alternativa. Ma sostengo che la soluzione adottata è lontana dall’avere un senso compiuto (senatori per merito insieme a senatori per territorialità, senatori per territorialità ma con elezione politica e non mandato territoriale, doppio ruolo, ecc.).

Gli elettori saranno eletti in conformità con la scelta dell’elettore, quindi eletti. Ma così per non dare la fiducia

Come l’autore del testo scrive nelle prime righe, non è un costituzionalista. Quel che dice è una delle due opinioni più diffuse, ovviamente quella dei sostenitori del Sì.
C’è anche chi sostiene che il Senato delle autonomie non avrebbe avuto il compito della fiducia anche se gli italiani avessero eletto direttamente dei senatori a tempo pieno. Qui si tratta di scegliere tra degli amministratori locali che dovranno prossimamente rimettere le mani alla Costituzione visto che al dire di tutti necessita di migliorie.
Da Calamandrei a Batman, da Parri al Trota, direi che il passo è impegnativo.

La legge elettorale verrà

Vero. Ma sarebbe da spiegare a cosa serviva di scrivere in Costituzione che i senatori saranno eletti dai consigli regionali in conformità alle scelte degli elettori”. Sia gli uni che gli altri? Eletta dai consigli, su consiglio degli elettori? Gli elettori diventano consiglieri e i consigli elettori?
Questo è il livello di compromessi che dovremmo approvare?

Se non ti fidi, fidati della Costituzione

C’è una bellissima Costituzione di cui mi fido perché stimo i costituenti, quelli del 1946.

L’articolo 70 è complesso per necessità

La necessità esiste, il risultato è pessimo.
Non ci si è limitati a differenziare le competenze, ma anche i processi, creando il cosiddetto bicameralismo confuso.
Un cittadino italiano medio non può comprendere. Ed è inaccettabile.
Una revisione formale del linguaggio, come si fece con la Costituzione attuale, avrebbe almeno migliorato la forma.
Se approvata, sarebbe una Costituzione sciatta.

Il nuovo Senato avrà un ruolo poco egualitario, principalmente consultivo, e quindi legislazione più rapida

Se la maggioranza del Senato (attualmente sarebbe PD) fosse diversa dalla maggioranza della Camera avremmo comunque molti modi di frenare: richiamare ogni legge, proporre leggi che la Camera dovrà obbligatoriamente discutere, ricorsi sulle competenze, ecc.
Se la maggioranza fosse la stessa, avremmo una Camera che farà tutto senza controllo. E vista la qualità delle leggi, non mi sembra una miglioria.
Il bicameralismo è anche un modo di rallentare la definitiva approvazione per dare tempo all’opinione pubblica di informarsi. E’ una garanzia, non un ostacolo. Lo si poteva rivedere, ma non così.
In Italia si legifera molto e male, si dovrebbe legiferare meno e meglio.

Sulla norma di chiusura tra i conflitti

Bene d’averla prevista, male non aver meglio evitato futuri conflitti.

Sul ruolo dei consiglieri e sindaci come senatori

Il post sottovaluta il lavoro che è richiesto dal ruolo di senatore, che ha moltissime competenze con la nuova Costituzione. A meno che non si pensi che il senatore sarà un passa carte che non studia i provvedimenti che dovrà votare, o decidere di emendare. Per non parlare di Costituzione e leggi elettorali.
Ci sono sindaci che sono anche sindaci delle città metropolitane, che certo non hanno il tempo di fare il Senatore. I territori si rappresenterebbero con dei delegati dei governi locali, non con la spartizione di poltrone.

Facciamo leggi con giusta rapidità ma possiamo fare meglio.

Certo, ma condivido la critica successiva, quella sulla causa, cioè la classe politica.

La Costituzione serve proprio ad aiutare a decidere, a rimediare ai difetti degli esseri umani.

Si vede che l’autore non è un costituzionalista. Nemmeno io. Ma credo di aver compreso che la Costituzione sia la Carta sulla quale si descrivono le regole condivise del gioco democratico. Non esattamente il regolamento della bocciofila dove la maggioranza si cuce addosso le regole comuni.

Più potere al Parlamento e meno al Governo

Vero sui decreti, ma un governo che ha l’ultima parola sull’ordine dei lavori della Camera è un governo con un potere forte sul legislativo. Già oggi il governo occupa gran parte della legislazione parlamentare grazie alle sue maggioranze. Domani potrà imporlo anche se i suoi parlamentari dissentiranno dal partito.

Il combinato con l’Italicum è peggio con questa Costituzione

Siamo arrivati al punto che per non avere il peggio, dobbiamo accontentarci del male.
Ti viene veramente voglia di diventare grillino. Anche a me che sono semplicemente pentastellato.

Già ora il Presidente della Repubblica si vota a maggioranza semplice

Sbagliato! Si elegge a maggioranza assoluta. Quindi sui votanti, non sui presenti.

Anche con la maggioranza semplice si avrà comunque un quorum di 366 persone

Credo volesse parlare di numero legale. Su 730 aventi diritto, devono essere presenti almeno in 366.

In caso di deriva autoritaria i parlamentari della maggioranza possono ribellarsi facendo mancare il numero legale

Esattamente quello che fecero in Italia nel 1923 e in Germania nel 1933.

E’ vero che i risparmi sono pochi, ma meglio che niente

Meglio che niente, ma non a costo di rovinare la Costituzione. Non la svendo per così poco.

Più firme per le leggi d’iniziativa popolare perché discussione obbligatoria ma senza intasare

Ovviamente non posso concordare con riforme che non puntano ad agevolare la partecipazione cittadina.
150.000 firme sono molte per cittadini non organizzati. Sono nulla per chi ha la rete consigliare dei municipi italiani come il PD o per i sindacati. Altro che iniziativa popolare.

E poi nonn sarà peggio, anche oggi possono non approvarla

La dimostrazione che se si dovevano cambiare le regole, sono altre le cose che andavano cambiate. Quelle per favorire la partecipazione, invece di restaurare lo Statuto Albertino.

Contro Renzi se ne parla alle politiche.

Vero. Sto aspettando. Intanto voto No, contro questa riforma.

La personalizzazione era inevitabile

Lasciamo stare. Renzi non mi distrae. Voto comunque No. Se poi va a casa, non piango.

Su Renzi e il futuro

Parliamo di Costituzione. La riforma è pessima. Voto No.

Il post finisce su questa nota renziana, ma in quanto sostenitore del No, metterei l’accento anche su:

1) In quanto italiano all’estero, uno dei 4 milioni che sono diventati improvvisamente importanti, con la riforma potrò influire sui componenti del Senato solo se rientrerò a votare le regionali (e per fortuna che sono in Francia e non in Argentina), ed in caso di ballottaggio che assegna il premio di maggioranza, non potrò partecipare al secondo turno per mancanza di tempo (all’estero si vota 3 settimane prima del voto in Italia e ci sono solo due settimane tra i due turni)

2) Il Senato sarà ancora un organo politico, perché scelto con elezione proporzionale. Non come negli USA dove 2 senatori rappresentano ogni Stato, o in Germania dove tra 3 e 6 senatori rappresentano in modo coeso il governo dei Land. Mentre in Italia l’eletto PD e l’eletto M5S della stessa regione, probabilmente voteranno in modo diverso. Quindi sarà una camera politica senza elezione diretta (senza consigliare al Consiglio).

3) Lo Stato di guerra sarà votato dalla sola Camera dei deputati, che potrà avere una maggioranza di un solo partito. Senza altri controlli (oggi il Senato, che come la Camera, era stato pensato proporzionale dai costituenti) un solo partito potrà dichiarare lo Stato di guerra.

#IoDicoNo