La base ha scelto proporzionale, il Cittadinum si adatta

Cittadinum si adattaQualche giorno fa, sul portale del M5S è stata lanciata una consultazione tra gli iscritti al MoVimento per scegliere tra sistema proporzionale o maggioritario per una legge elettorale concepita con una tecnica di consultazione a tappe. I votanti hanno deciso, sarà un proporzionale.

Ad inizio anno avevo rispolverato, rielaborato e riadattato il Cittadinum, in una veste nuova per il 2014. Nella nuova versione il Cittadinum altro non era che una riflessione a come poter adattare il voto alternativo alle diverse variabili come appunto il proporzionale invece del maggioritario, l’uninominale invece del plurinominale.

Il voto alternativo è al centro del progetto, è la linea guida (consiglio questo breve video in inglese, ma comprensibile anche per chi lo mastica poco). Poiché il voto alternativo si adatta bene ad un sistema a collegi uninominale, e spesso questi sono previsti in sistemi maggioritari, io avevo votato per il maggioritario.

Gli iscritti al M5S hanno deciso per il proporzionale. Di conseguenza, nella mente di molti si tratterà di distribuire più seggi in una stessa circoscrizione proporzionalmente ai diversi partiti in lizza.

Recentemente, nella presentazione della variabile che è la taglia di circoscrizione, il professore Aldo Giannuli ricorda come anche in un sistema uninominale si può applicare il voto proporzionale. Era il caso nell’elezione dei Senatori prima del 1994.

Si può dividere il territorio italiano in collegi uninominali, dove i cittadini votano per i candidati dei diversi partiti. La distribuzione si fa su base proporzionale nazionale (voto ai partiti) prendendo gli eletti tra i vincitori e tra i migliori non vincitori (voto alla persona).

Se per esempio un partito avesse diritto su base nazionale solo ad un eletto, probabilmente non ha vinto in nessun collegio, però è scelto a rappresentarlo il candidato che è riuscito ad avere il miglior voto di collegio, quindi tra i candidati quello che di più piace (o meno dispiace) agli elettori di altri partiti, in un’area geografica che si suppone lo conosca.

Questo significa che è possibile prevedere un collegio uninominale su una base a struttura proporzionale, quindi ancora è possibile immaginare una legge elettorale Cittadinum, proporzionale nazionale con collegi uninominale a voto alternativo.

PS: Aggiungo a questo mio post un nuovo commento sull’Italicum. A guardarlo bene altro non è che un super porcellum perché, dove manca oggi la maggioranza assoluta è in Senato che nei progetti di Renzi diverrà, o innocua per il governo, o maggioritaria come la Camera, che già lo è grazie al porcellum. Inoltre soglie più alte concentreranno il potere nei grandi partiti. Nulla a vantaggio della libertà d’espressione degli elettori. Nei progetti di Renzi e Berlusconi saremo solo più sudditi.

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