Le qualità del Presidente

le qualità del presidenteNon serve Nostradamus, in questo ultimo giorno dell’anno, per predire che l’argomento che la farà da padrone nei prossimi giorni sarà l’elezione del successore di Napolitano al colle più alto di Roma. 

Ho già scritto di chi vorrei Presidente della Repubblica, ma oggi voglio puntare a quello che per me sarebbe l’ideale anche come metodo: invece di votare i nomi, votiamo le qualità del Presidente. Anche perché non pretendo di conoscere tutte le potenziali persone che corrispondono ai criteri ideali, miei e/o della maggioranza degli iscritti al MoVimento 5 Stelle. Dovrebbe essere l’intelligenza della rete a portarci verso il nome condiviso, ma usando metodo e consapevolezza.

Quindi, piuttosto che proporre e suggerire un nome da subito, rischiando di pescare tra quelli letti negli ultimi giorni sui giornali, o semplicemente seguendo l’opinione di un attivista amico, che a sua volta segue quella di un altro, e alla fine non si sa perché lo facciamo, mi piacerebbe che le quirinarie cominciassero con il richiedere le qualità del Presidente, le qualità che la persona eletta alla carica di Presidente della Repubblica dovrebbe avere secondo ogni iscritto.

Lascio agli ergonomi dei sondaggi proporre il metodo di voto e d’elaborazione dei risultati. Son sicuro che nell’intelligenza della rete c’è anche questa competenza.

Se, come diciamo spesso, il M5S un giorno rappresentasse il 100% degli elettori, seguire il metodo delle quirinarie del 2013 significherebbe introdurre l’elezione diretta del capo dello Stato da parte dei cittadini con un’elezione a doppio turno senza preferenze, ma a scelta libera, e short list maggioritaria secca al secondo turno dove nel 2013 il primo arrivato avrebbe potuto vincere teoricamente con solo l’11% dei voti.

Tra i vari metodi per eleggere una carica trovo sia il meno democratico. Preferirei, per rimanere nel perimetro della Costituzione, una consultazione che dica che tipo di guida il popolo sovrano vuole per i sette anni a venire, in funzione del periodo storico in cui ci si trova. Rispettando ovviamente la costituzione in tutto quello che prevede per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Se il metodo fosse questo e si avesse la possibilità di esprimere 3 parole chiave, io scriverei: Costituzione, Onestà, Donna.

Purtroppo negli ultimi anni la Costituzione è stata tradita innumerevoli volte. Decreti a non finire, articoli fondamentali mai veramente attuati (a partire dall’art. 1), proposte a cariche di responsabilità di gente che non ne ha i requisiti (art. 135 della Costituzione e Violante). Ecco, mi piacerebbe, prima che i partiti mettano mano alla Costituzione per l’ennesima volta, che si provasse a vedere che Italia sarebbe la nostra Italia attuando semplicemente quanto dettato dai nostri padri costituenti. Solo dopo si vedrà cosa non si adatta al 21° secolo e deve essere modificato. E diciamo che con questo punto escluderei i direttori d’orchestra, o almeno li metterei dietro i Costituzionalisti e i “professoroni”.

Qualcuno di onesto e per bene, non chiedo tanto. Questo esclude un po’ di nomi che si son fatti questi giorni, non perché non siano persone oneste o per bene in senso lato (c’è chi non è mai stato in tribunale), ma tra chi prende pensioni vergognose e in tempo di crisi non accetta di rinunciare a una parte di un beneficio immenso (pagheranno almeno le successioni quando sarà l’ora sui beni accumulati?), poi c’è chi è stato prescritto, chi è sospettato di avere relazioni poco raccomandabili, e via discorrendo, continuo a sentirmi preso in giro da questa politica autoreferenziale che ci ignora in quanto conCittadini. A me piacerebbe avere un Pertini dei giorni nostri, una guida verso un’onesta fratellanza senza interessi personali.

L’esser donna non è un criterio che ritengo indispensabile, ma credo nel ruolo educativo della Politica (con la P maiuscola) che segue il suo popolo sovrano e mostra l’esempio e, in un certo senso banalizza, quello che dovrebbe esserlo e non sempre lo è. Un esempio eclatante è l’uguaglianza nelle opportunità tra i generi. I partiti si riempiono la bocca con le preferenze eque tra uomo e donna, impongono che sulla scheda siano alternati (a che scopo poi, se c’è la preferenza?), però da quel che mi risulta, abbiamo avuto 11 presidenti e tutti uomini. D’uguaglianza nelle opportunità ne è un buon esempio la roulette che sceglie rosso o nero (e 11 colori identici su 11 corrispondono ad 1 probabilità su 1024), e non mi sembra funzioni così in politica (con la p minuscola) a meno che non ci vogliano far credere che il numero di donne meritevoli di ricoprire quella carica siano così in minoranza rispetto agli uomini che la pallina sceglie sempre Marte rispetto a Venere. Sarebbe ora che dalle parole passassero ai fatti e che mostrassero a quegli uomini che pensano che le donne sono loro o sono morte, a quelli che pensano che sono gli unici che possono gioire della loro bellezza e gettano loro l’acido per sfigurarle se partono, a quelli che non le assumono perché potrebbero restare incinta, che se una persona ha le giuste qualità per essere presidente non c’è ragione per cui non possa esser donna perché nel nostro Paese siamo uguali, nei doveri e nei diritti.

E voi che parole scegliereste? Quale sarebbe il risultato di una consultazione di questo genere? Potrà poi la rete proporci una lista di nomi tra cui scegliere (con giusto metodo) il candidato ideale per il MoVimento?

Mi piacerebbe tanto saperlo. Ma non dipende da me.

Intanto auguro un buon fine anno a tutti, e come tradizione questa sera c’è il discorso in diretta. Ed ovviamente, come l’anno scorso #ioguardobeppe

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  • Maurizio Manca

    Vorrei un Presidente che si ponga sempre nei panni dei più deboli, indipendentemente dalla loro nazionalità;
    che parli nei suoi discorsi di e agisca per un’Europa differente, in cui il popolo recuperi una posizione dominante rispetto alle élite finanziarie;
    che non abbia niente da nascondere;
    Se due persone rispettassero tutti i tuoi e i miei criteri, sceglierei il più giovane.