L’ultimo week-end per sognare

week-end per sognareNon è perché non ho avuto tempo di alimentare il mio blog, che non ho avuto modo di informarmi sull’attualità politica e sulle azioni dei nostri portavoce in parlamento, di far visita loro a Roma per condividere progetti ed idee, di studiare leggi, commi ed emendamenti, di riflettere a soluzioni e dargli corpo. Torno su queste pagine perché questo potrebbe essere stato l’ultimo week-end per sognare un’Italia senza Italicum.

Non mi dilungherò di nuovo sui mille motivi che mi fanno combattere questa legge. Dai capolista bloccati e pluricandidati, al computo nazionale che assicura posti ad eletti anche in collegi dove hanno pochi voti, dal premio di maggioranza che rende il parlamento un passacarte del governo al voto collettivo del secondo turno.

Domani l’Italicum approderà in aula e, senza un’intervento del Presidente della Repubblica che personalmente troverei giustificato (in totale accordo con l’editoriale di ieri di Marco Travaglio), diventerà legge tra pochi giorni. Tra berzaniane minoranze sconfitte e verdiniani salvatori folgorati sulla via del partito della nazione.

Contro questi eventi, nel mio piccolo, non posso nulla. Posso solo approfittare di quest’ultimo week-end per sognare una legge elettorale giusta, che mandi in parlamento qualcuno che rappresenti la voce del popolo (i miei voti per il mio collegio), qualcuno a cui la volta seguente poter dimostrare di aver apprezzato o meno il suo lavoro (senza posti assicurati dal ruolo di capolista), qualcuno che non sia il volto di una maggioranza relativa corrotta ma la miglior sintesi maggioritaria tra le varianti sul territorio (se il mio candidato non vince voglio poter scegliere tra gli altri).

Sognando che l’Italicum non sia la prossima legge elettorale con cui sceglieremo i nostri rappresentanti, ho lavorato alla versione aggiornata del Cittadinum (qui sotto o al questo link).

Sui vari forum dei quotidiani online, qualcuno mi ha detto che con l’Italicum almeno il M5S potrebbe anche vincere.

Io rispondo che una legge elettorale non la si costruisce con lo scopo di controllare il parlamento o di assicurarsi poltrone per gli amici. La si  pensa rivolta al potenziale dialogo tra le parti. Lo scopo è eleggere persone per bene che pensino al bene comune di tutti i conCittadini.

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