Né falso, né bugiardo, né ignorante

ministo CancellieriNo Ministro Cancellieri, non sono né falso, né bugiardo, né ignorante, e chiedo le sue dimissioni.

Quanto è emerso negli ultimi giorni altro non è che un’ulteriore dimostrazione della distanza che separa i cittadini dalla casta.

In quanto ministro lei dovrebbe, per ogni caso particolare che le si presenta, assicurarsi che a livello nazionale le procedure previste siano applicate secondo la norma.

Se un suo amico di vecchia data la chiama per raccontarle di sua nipote malata in prigione, in quanto amica ha tutto il diritto di sostenerlo e consolarlo. Non ha diritto, né per lui, né per gli altri casi che le sono stati segnalati, di informarsi ed attivarsi.

Nessuno le ha chiesto di riattaccare in faccia il telefono al signor Ligresti. Avrebbe potuto ricordargli quale era la procedura normale da seguire, chiedendogli di informarla in caso di intoppi nella procedura. Avrebbe potuto avviare indagini per migliorare il funzionamento della macchina Italia.

E se il ministro dell’economia s’informasse presso una banca del prestito ad un’impresa famigliare amica in fallimento, sperando di sapere che il debito è stato sospeso? E se il ministro del turismo chiamasse un hotel per sapere se una sua amica gravemente malata avesse avuto la camera gratuitamente?

Ci sono gesti legalmente od umanamente dovuti da parte della banca e dell’hotel, ma perché i ministri dovrebbero interessarsi, sapendo che la sola loro voce basterebbe a convincere chi, direttamente o indirettamente, è in situazione di subordinazione? Sarebbe lo stesso se chiamassi io?

Non si rende conto che ci sono legami, contatti, telefonate, che sono possibili sono quando si ricoprono certe cariche? Cariche che sono affidate a persone di alto profilo istituzionale al servizio dei cittadini, e non dei propri amici.

Se non capisce tutto questo, in fondo è normale, altro non è che l’espressione di quella casta che è un paese a parte, non quello dove vivo con i miei conCittadini. 

Precedente Cinque luci in fondo al tunnel Successivo Quando guardo il M5S