Renzi-Berlusconi, sulla legge elettorale siamo da capo a dodici

da capo a dodiciDopo l’incontro di ieri, sabato 18 gennaio, tra Renzi e Berlusconi, e la nuova linea che sembra piacere ai più sulla legge elettorale, siamo da capo a dodici.

Ma l’avete letta la proposta? Piccole circoscrizioni da 4 a 6 eletti con un proporzionale con soglie di sbarramento e premio di maggioranza.

Va ricordato che non si voterà comunque a breve con questa legge. Infatti se si dovesse votare a maggio insieme alle Europee, non ci sarebbe tempo per approvare la legge e ridisegnare le circoscrizioni, quindi si voterebbe con il proporzionale puro risultato dalle motivazioni della corte costituzionale, e che Renzi e Berlusconi non vogliono. Il loro scopo, e questa proposta di legge elettorale lo dimostra, è voler tappare le ali alle indipendenze, ai piccoli partiti che osano dissociarsi dai partiti leader di coalizione, per poter governare a due, in caso di mancata maggioranza. Ma bisogna far attenzione a non tirare troppo la corda con i piccoli partiti in maggioranza, perché far cadere ora il governo significherebbe non ottenere questa legge.

Questa legge è un Porcellum rafforzato. Basti pensare che quando si andrà a votare con questa ipotetica legge, l’elettore potrebbe trovarsi davanti agli occhi una scheda elettorale esattamente come quella del Porcellum.

Nelle suine schede elettorali, l’elettore trovava gruppi di simboli. Coalizioni di più partiti o singole forze politiche. Nessun nome, nessuno spazio  per scrivere, e questo grazie alle odiate liste bloccate. Berlusconi e Renzi hanno partorito un equino Renzellum in cui partiti si coalizzeranno e i candidati saranno in liste bloccate scelte dai capo partito. Quando si dice il cambiamento!

Come con il Porcellum i partiti si dovranno coalizzare. Nell’attuale legge porcata i partiti si uniscono per ambire al premio di maggioranza e perché la soglia di sbarramento scende dal 4% al 2%. Domani i partiti si coalizzeranno per ambire al premio di maggioranza e perché la soglia di sbarramento scende dall’8% al 5%.  Quando si dice il cambiamento!

Come con il Porcellum le liste sono bloccate. Nel Porcellum il potere era tutto in mano delle segreterie di partito. Domani il potere sarà tutto in mano delle segreterie dei partiti potenti nelle coalizioni.  Quando si dice il cambiamento!

Hanno perso un’occasione. L’occasione di elaborare un sistema che facesse l’interesse dei cittadini e non delle segreterie di partito in funzione della situazione attuale e degli ostacoli all’inciucio. Di tutte le leggi elettorali possibili è stato scelto questo sistema descritto come ispanico corretto, perché è quello che più si avvicina al volere di creare un bipartitismo forzato evitando una crisi di governo che avrebbe impedito l’approvazione della legge prima di nuove elezioni.

Pochi eletti in una circoscrizione significano poca ridistribuzione tra i piccoli partiti. La via scelta però permette la sopravvivenza di partiti come il Nuovo Centro Destra, che al momento viaggia su cifre superiori al 5%, ma per non rischiare di rimanere fuori dai giochi, a meno di una folgorante campagna elettorale, deve decidere se tornare all’ovile di Forza Italia o se coalizzarsi con i Centristi. Lo stesso discorso vale per SEL, che potrà sopravvivere solo alleandosi con il PD, ma che non è attualmente una preoccupazione perché all’opposizione. Altri partiti necessari ad arrivare al termine del processo legislativo sono i centristi di Monti e Casini che accetteranno questa legge a patto di abbassare le percentuali di sbarramento dei partiti in coalizione, si vocifera al 4%, per avere la possibilità di ottenere qualche seggio in quelle aeree geografiche dovo sono più forti.

Che differenza c’è con gli effetti del Porcellum che hanno portato ai risultati delle ultime elezioni? Io ne vedo poche. Oggi in parlamento c’è qualche parlamentare di formazioni minori che spariranno, ma possiamo scommettere che saranno semplicemente assorbiti dai partiti maggiori, ed i loro rappresentanti candidati in posizione sicura nelle liste bloccate, briciole di premio fedeltà.

Se, come sembra, il premio di maggioranza andrà solo a chi supererà una certa soglia, si parla di 35% o 40%, e questa soglia non dovesse essere raggiunta, ci ritroveremmo davvero da capo a dodici, o forse anche peggio. Dopo aver formato coalizioni, dopo aver assorbito piccoli partiti eleggendone candidati, Renzi e Berlusconi potrebbero decidere di fare un governo di larghe intese, dove i vari Vendola, Meloni, Bossi, farebbero gruppi a parte, lasciando la maggioranza. Questa volta però i voti di due soli partiti, che si saranno fatti la guerra per tutta la campagna elettorale, basteranno per avere la maggioranza nel governo dell’inciucio. Due partiti i cui candidati sono stati eletti in liste bloccate senza che l’elettore abbia potuto dare alcuna indicazione di preferenza. Vi ricorda nulla?

Non lasciamoci imbrogliare. Numericamente potrà sembrare qualcosa che va verso ciò che vogliono i cittadini, ma sostanzialmente è ancora un favore che i grandi partiti fanno a loro stessi per manovrare il parlamento.

Costringiamoli a scegliere una legge dove i cittadini influiscano sulle individualità scelte. Il loro insieme fa il parlamento. Se una maggioranza partitica non dovesse esistere non importa. Un governo non fa leggi, governa con le leggi esistenti. Le leggi le fa il parlamento con le sue individualità che si accorda sui temi e sulle idee. Una nuova politica è possibile, ma solo se il potere torna in mano ai nostri conCittadini.

Precedente Democrazia alternativa Successivo Il disdicevole Italicum degli onorevoli
  • Andrea

    Grazie per l’interessante analisi!