San Ferruccio in piattaforma

san FerruccioOggi, San Ferruccio (ma vi sfido a trovare una calendario cartaceo che lo riporti, sono rarissimi) sul blog di Beppe Grillo è apparso il Sistema Operativo del M5S.

Che bel regalo, ho pensato! Sembrerebbe addirittura che si tratti di più di quell’agognata piattaforma a cui tutti gli iscritti certificati al M5S aspiravano oramai da tanti mesi. La culla della democrazia liquida all’italiana, dove ognuno può partecipare proponendo, suggerendo modifiche e votando le proposte che i nostri portavoce in parlamento dovranno difendere in nostro nome.

In un suo post Beppe Grillo spiega che in realtà non si tratta né di una piattaforma, né di un portale, ma di un Sistema Operativo a 5 Stelle. Un mondo virtuale che mira ad espandersi con il tempo e che ad oggi va dalla scelta di candidati (come per le Parlamentarie) e delle cariche d’interesse nazionale (come è stato per le Presidenziali) ad un’area di discussione sui temi cari ai nostri territori (il forum) fino ad una sorta di radio Londra del 21° secolo, per comunicazioni d’importanza nazionale (sms/mail). In cantiere, da sviluppare prossimamente, un’area dove depositare proposte di leggi, formulate dagli iscritti al MoVimento.

Riassumendo, c’è molto, tanto, ma quello che manca in questo Sistema Operativo è proprio la piattaforma. Peccato!

O forse no?

Oggi è stata aperta una nuova area di questo OS pentastellato in cui si trova una proposta di legge, si hanno 3 settimane per commentarla, suggerire emendamenti, e votare gli interventi altrui. Con molte limitazioni, ma pare proprio l’embrione di quella che dovrebbe essere la piattaforma di democrazia liquida del M5S.

La legge porta il titolo “Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria”. M’interessa! Appena avrò un po’ di tempo, la studierò e vedrò se potrò apportare una pietra a questa costruzione. Ma non è detto, forse mi limiterò a votare le proposte altrui. Guardo meglio e rimango allibito nel vedere il numero di contributi espressi sin dall’apertura. All’ora in cui scrivo, sono passate da poco 8 ore e i commenti sono quasi 1500. Incredibile! Scopro un’Italia di legislatori.

Sono curioso e vado a sbirciare, “cito”:

  • “ottima proposta!!”
  • “Sarebbe opportuno, poterlo scaricare in PDF per i Tablet.”
  • “Ottimo iniziamo a lavorare anche con una prima piattaforma”
  • “Proposta assolutamente condivisibile. Sarebbe utile avere un specchietto riassuntivo, non politichese, per i non addetti ai lavori.”
  • “Direi efficace e funzionale il collegamento iper testuale delle norme di riferimento richiamate nel progetto di legge…..ancora bravi!!!!”

E qui smetto, avete capito l’antifona. Sarei scorretto a dire che tutti i commenti sono come quelli riportati. Qualcuno serio c’è, ma credo di essere ottimista a stimarli ad un 3-4%. Il che significa che non ci si dovrebbe districare tra 1500 messaggi, ma basterebbe leggerne 50, e votarli, affinché vengano, o no, integrati nella proposta principale. Ecco come si usa una piattaforma di democrazia liquida.

Il punto è chiaro. Il popolo della rete non è pronto ad una piattaforma, così, da un giorno all’altro. La democrazia liquida è aperta a tutti, ma si deve lottare per ottenerla. Si deve lottare contro la frenetica voglia, patologia dei nostri tempi, di intervenire sempre ed ovunque. Manca l’educazione ad internet, non si conoscono gli strumenti, le loro differenze, i loro scopi e i comportamenti inappropriati a secondo del luogo, benché virtuale, dove ci si trova.

Gli iscritti al M5S non possono essere internauti qualunque. Devono educarsi, devono lottare per capire la nuova opportunità che è offerta loro. Far emergere, tramite la formazione, gli esempi e periodi di prova, la consapevolezza della responsabilità che hanno di fronte ad ogni altro cittadino che crede in questa rivoluzione culturale.

Non è un gioco, non è una fiera, non è un teatro, non è una strada. Si tratta di capire che si può, con responsabilità, competenza, umiltà, contribuire a migliorare il nostro Paese per il bene di tutti noi, conCittadini.

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  • Maurizio Manca

    Ferruccio, hai riassunto ottimamente il mio pensiero. Mi verrebbe da cliccare “Commento all’articolo” già ora, dopo solo questa frase, così per provare che hai ragione 🙂

    E’ ovvio che si tratta della prima proposta, dopo mesi se non anni di attesa, primo giorno, c’è un link direttamente dalla home di beppegrillo.it ecc…
    Aspettiamo qualche settimana, sicuramente si stabilizzerà e rimarranno solo le persone interessate a partecipare costruttivamente.

    Se così non fosse, che strumenti possiamo pensare per risolvere il problema, per quantomeno riuscire a far emergere i contenuti validi?
    Basarsi sull’ordinamento rispetto al voto non è, a mio avviso, sufficiente poiché anche il voto può essere dato a casaccio e una persona che si limita a scrivere “Wow, bello!” voterà 5 stelle a commenti simili al suo.

    Insomma, probabilmente non è una questione relativa allo strumento ma proprio all’interfaccia tra la sedia e la tastiera, cioè l’utilizzatore.
    Quindi non rimane che armarsi di buona pazienza e insegnare, sperando che i duri di comprendonio si stufino e gli altri imparino in fretta.

  • Io non sarei così pessimista. è la prima proposta ed un pò di entusiasmo era da mettere in conto. Con un pò di tempo ed andando avanti le persone tenderanno ad adeguarsi. Poi come tutti gli strumenti nuovi, ci sarà bisogno di tempo per fare abituare le persone ed è inevitabile che parte della popolazione non ci si abituerà mai.. ma in fin dei conti è questo che è la democrazia.
    Un saluto e complimenti per il blog.. lo già aggiunto ai preferiti 🙂

  • Grazie Mauri, sai quanto tengo alla tua opinione.
    Mi pare di capire che trovi naturale quello che è successo, fisiologico, vista la situazione. Sono d’accordo con te, ed è per questo che mi preoccupo un po’, ma non sono pessimista.
    Come risolvere il problema?
    Il più semplice sarebbe spiegarlo. Annunciare l’arrivo, dare delle indicazioni, fare un video di spiegazione da parte del gruppo comunicazione. Cose così, d’educazione.
    Il più pratico forse sarebbe mettere, prima di poter accedere al commento, un avviso con spiegato che si deve fare solo 1 di queste cose (scrivere più messaggi se necessario): dare consigli sulla piattaforma, fare complimenti e saluti, fare una proposta alternativa (quando sarà tempo), segnalare un bug, segnalare un errore nella legge, proporre una modifica della legge, … dopo averlo scritto e inviato, una pagina dove si chiede a quale categoria appartiene.
    Già così dovremmo smaltire un po’ 😉

  • Come dice un mio caro amico: “non sono pessimista, sono realista e pragmatico”. Conosco la gente che frequenta internet, è peggio di come non sia nella realtà. E questo è un bene, c’è margine di miglioramento. 🙂
    Quindi spero che da parte del gruppo comunicazione arrivi un segnale “educativo”, in modo che la gente comprenda che alcuni spazi del web sono altrettanto reali che un incontro tra amici attorno ad un tavolo.
    Capito questo, penso che l’esperimento (spesso reputo così il M5S) possa andare avanti.
    Nella risposta che ho fatto a Maurizio faccio una proposta che dovrebbe poter mettere un po’ d’ordine nelle cose.

    Grazie mille per la fiducia 😀