Trasparenza e privacy

mod730Una recente polemica ha investito alcuni portavoce del M5S colpevoli di non aver pubblicato su internet il loro 730. Modelli della dichiarazione dei redditi che sono regolarmente depositati nella loro forma cartacea come richiesto dalla legge.

La domanda che mi sono posto è: la trasparenza deve essere obbligatoriamente antagonista della privacy? È veramente necessario rendere pubblico il modello 730 di ogni parlamentare? Ad una donna delle pulizie alle mie dipendenze, ad un dipendente del settore privato, chiederei il 730? Sinceramente, credo di no! A me non l’hanno mai chiesto.

Certo, qui si tratta di dipendenti un po’ speciali. Manipolano ingenti somme di denaro che appartengono allo Stato, quindi ad ognuno di noi. Poiché si sa, l’occasione rende l’uomo ladro, è giusto che ci sia un controllo.

È già successo che un gruppo di cittadini abbia attivato la rete per arrivare a documenti depositati negli uffici romani. È successo nel caso delle spese elettorali di Alessio Tacconi, eletto nella circoscrizione estera Europa. Per correttezza, devo specificare che nel blog che ho linkato, dove si trovano le immagini, ci sono errori interpretativi che falsano le loro conclusioni. Una versione più corretta di tutta la storia è sul sito del Meetup Europa.

Ma non è questo l’argomento, quello che si voleva dimostrare è che se i documenti sono accessibili si possono ottenere. Dei cittadini in Europa, lontano da Roma, hanno ottenuto l’informazione cercata perché la legge lo permette. È la parte sana della rete che secondo me questa legge favorisce, e non la parte aggressiva che usa lo schermo per sfogare i più bassi istinti. Che i documenti esistano e siano accessibili mi basta. Non sentirò la mancanza di insulti gratuiti dettati da quel senso di impunità che pervade la parte marcia della rete.

Affermando che difendevo la privacy del cittadini, mi son sentito ribattere che questa mancanza di trasparenza è inammissibile per un movimento che durante la campagna elettorale proponeva il politometro.

Esattamente il contrario di come la penso io. Spero sia presto depositata una legge che obbliga l’analisi profonda ed accurata dei redditi e delle proprietà dei parlamentari, anno dopo anno, per rilevare possibili anomalie. Una legittima e giustificata verifica fiscale.

Con una gestione oculata delle informazioni, il politometro è salvo ed anche la privacy di onesti cittadini. L’esasperazione dei cittadini si trasforma troppo spesso in uno scontro tra vicini nemici. Voglio combattere questa deriva, tenendo in mente che bisogna parlare alla testa della gente e non alla loro pancia.

Non ho mai apprezzato la gogna del populismo, torniamo ad essere semplicemente conCittadini onesti.

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