Un gesto democratico per un’espulsione autoritaria

autoritaria democrazia L’ultima, per ora, consultazione per l’espulsione di parlamentari dal gruppo M5S si è tenuta oggi. Per me un gesto stile autoritaria democrazia.

Come già in passato non riesco ad aderire al metodo, pur ammettendo che in passato è successo anche che il metodo fosse a mio parere giusto.

Limitandomi al caso di oggi, e chi conosce i casi precedenti valuterà i parallelismi esistenti, vediamo qualche punto che mi rende perplesso.

C’è un’accusa che molti aderenti al MoVimento 5 Stelle non conoscono, che spunta d’un tratto sul blog di Grillo.

Non tutti gli scritti al M5S riceveranno l’email entro l’ora di fine voto. Eppure io volevo che i cittadini raggiungessero la libertà attraverso la rete, e non che ne fossero schiavi.

Non tutti gli iscritti riusciranno a farsi un’idea dei fatti per poter votare. Eppure io volevo cittadini informati che votassero consapevolmente, indipendentemente dall’oggetto del voto.

“Sei d’accordo che Pinna e Artini NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?”. Ho letto di tutto oggi, anche di qualcuno che voleva la Pinna fuori e Artini dentro. Nel dubbio non ha votato. Eppure io volevo una democrazia inclusiva, anche per questo povero Calimero,

Da un punto di vista puramente tecnico, già questo mi ha fatto storcere il naso. Son sicuro che nostro MoVimento ci siano esperti di ergonomia web che potranno suggerire allo Staff come migliorare questo aspetto. Ricordo un MoVimento che sognava l’intelligenza collettiva.

Poi c’è il dibattito sull’applicare una regola non rispettandone un’altra. Cosa dice il codice di comportamento?

Espulsione dal gruppo parlamentare del M5S

I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza.

Se semplifico riformulando: “i parlamentari potranno proporre l’espulsione di un parlamentare dal gruppo parlamentare”.

Quindi il dibattito è interessante ma inutile.

Dibattito interessante perché c’è scritto che i parlamentari “potranno”, e non che siano gli unici a poterlo fare; ma manca la parte che spiega chi altro può. In mancanza di quest’altra parte, solo i parlamentari possono proporre l’espulsione, oppure lo posso fare anche io. Mi piaceva quando si cantava che “uno vale uno”, e soprattutto si pensava fosse possibile realizzarlo.

Dibattito inutile perché sul blog si chiedeva un voto sull’espulsione dal MoVimento, non dal gruppo parlamentare. Sottile come differenza, ma inattaccabile. Mi risulta che Beppe Grillo sia l’unico che può prendere una decisione del genere in quanto detentore del “marchio” MoVimento 5 Stelle. Il fatto che abbia chiesto agli iscritti la loro opinione è in realtà un gesto democratico. Mal gestito, ma democratico.

Ultimo, ma non ultimo, il processo decisionale: si porta un’accusa, delle prove di parte, e si chiede sentenza entro sera. I giurati devono fidarsi dell’arringa dell’accusa, sperando che filtri qualche indiscrezione sulla strategia della difesa. Ovviamente senza essere esentati dal lavoro, lo studio, la malattia, e tutti i legittimi impedimenti che la tecnologia dovrebbe evitare, per tutto il tempo utile per raccogliere le informazioni di cui si ha bisogno per decidere. Sono convinto che ci si possa dimostrare democraticamente più maturi di così, ed evitare quelle che a volte sembrano parodie di autoritarismo.

Non era questa sorta di autoritaria democrazia che vedevo nella nostra rivoluzione. Ma ci credo ancora, il sogno è là, basta non perdere di vista l’obiettivo: condividere una rivoluzione culturale e democratica con tutti i nostri conCittadini.

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