Una campagna pulita

campagnaOggi ho votato per il primo turno delle elezioni municipali di Parigi. Plaudo al sistema civile, giusto ed ecologico della campagna elettorale.

Certo ci sono i manifesti, il comune mette a disposizione uno spazio per candidato e nessuno (d’accordo quasi nessuno) si sognerebbe di invadere lo spazio altrui. Non come nella mia città quando, durante l’ultima campagna per le amministrative, avevo soprannominato un candidato consigliere “il candidato unico”. Se la sera c’erano una ventina di faccie sorridenti a chiedere il mio voto, il mattino dopo tutti gli spazi dedicati erano occupati dallo stesso manifesto, quello del candidato unico. Qualche manifesto abusivo si trova anche qui a Parigi, ma quando si conosce l’Italia in periodo di campagna, nemmeno ci si fa caso che ogni tanto un manifesto non si trova dove dovrebbe essere.

Ma quello che mi piacerebbe che si copiasse è la campagna via posta. In settimane di campagna elettorale la mia cassetta della posta è rimasta vergine della pubblicità elettorale, e solo negli ultimi giorni, poco prima del voto, ho ricevuto dal comune una busta (riciclabile) che conteneva le “professions de foi” dei candidati. Una busta con dentro un foglio, e solo uno, per ogni partito candidato. Niente volantini, niente storie di famiglia all’italiana, niente lettere da candidati “amici” (sono sempre più amici sotto le elezioni).

Solo una busta e una pubblicità equa ed ecologica. Una campagna pulita da paese civile.

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